Il prezzo dinamico è la miglior soluzione per la gestione della domanda? È il quesito che si pone la BBC in un articolo inserito nella rubrica “Le 50 innovazioni che hanno costruito l’Economia Moderna” e che prende spunto da una ricerca sul costo dei mezzi pubblici nella New York degli anni ‘50.

I testi di revenue management fanno risalire l’apparizione di una strutturazione variabile dei prezzi al mercato delle compagnie aeree negli anni ’70 come soluzione ideata da American Airlines per far fronte ad un mercato altamente competitivo.  Nell’articolo di BBC News è riportato uno studio realizzato negli anni ’50 commissionato dall’allora sindaco di New York per trovare una soluzione alla gestione dei flussi della metropolitana. L’economista William Vickrey, tra gli autori della ricerca, riconduceva il problema del sovraffollamento negli orari di picco al fatto che gli utenti pagassero una tariffa fissa.

L’idea di Vickrey era semplice: con i treni pieni bisognava far pagare di più, mentre era necessario stimolarne l’utilizzo nelle ore con minor richiesta proponendo il viaggio ad un prezzo inferiore. Con una semplice variazione di della tariffa si sarebbe arrivati ad avere una linea più gestibile, un numero complessivo di utenti maggiori e un incremento dei ricavi.

La barriera contro la quale si dovette scontrare Vickery fu quella tecnologica, con i sistemi di accesso di allora che non permettevano di gestire tariffe differenti.  L’intuizione, come riportato dalla BBC, portò l’economista a vincere il premio Nobel nel 1996.

Il prezzo dinamico è oggi alla base dei business model dei grandi player del mercato dei trasporti come Ryanair, Uber e Flixbus solo per citarne alcuni.

A più di 50 anni dalla proposta di Vickrey è forse arrivato il momento che anche i gestori di metropolitane, autostrade e parcheggi si affidino a tecnologie di Dynamic Pricing, come quella di Dynamitick, in grado di ottimizzare il prezzo adattandolo in tempo reale all’andamento della domanda?

Qui il link all’articolo completo.